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"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza"

mercoledì 22 giugno 2011

Nessuna notizia dall'Islanda?

Copio ed incollo:

21/06/2011 

Storie di ordinaria rivoluzione: nessuna notizia dall'Islanda?
di Marco Pala 

Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d'oggi?
Allora perché, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall'altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?

Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all'unanimità di dichiarare l'insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l'Olanda, forti dell'inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un'assemblea popolare per riscrivere l'intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l'Islanda verso il recente collasso economico.
Sicuramente vi starete chiedendo perché questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un'altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai "concittadini" islandesi?
Ecco brevemente la cronologia dei fatti: 

2008 - A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell'Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta. 

2009 - A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo - la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) - costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%.

2010 - I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.

2011 - A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell'esecutivo. L'Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l'Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta un'Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l'attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggiorparte delle "linee guida" prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all'approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.
Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese. 
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Abbiamo forse sentito parlare di tutto ciò nei mezzi di comunicazione europei?
Abbiamo ricevuto un qualsiasi commento su questi avvenimenti nei noiosissimi salotti politici televisivi o nelle tribune elettorali radiofoniche?

Abbiamo visto nella nostra beneamata Televisione anche un solo fotogramma che raccontasse qualcuno di questi momenti?

SINCERAMENTE NO.

I cittadini islandesi sono riusciti a dare una
lezione di Democrazia Diretta e di Sovranità Popolare e Monetaria a tutta l'Europa, opponendosi pacificamente al Sistema ed esaltando il potere della cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del mondo.
Siamo davvero sicuri che non ci sia "censura" o manipolazione nei mass-media?

Il minimo che possiamo fare è prendere coscienza di questa romantica storia di piazza e farla diventare leggenda, divulgandola tra i nostri contatti. Per farlo possiamo usare i mezzi che più ci aggradano: i "nostalgici" potranno usare il telefono, gli "appassionati" potranno parlarne davanti a una birra al Bar dello Sport o subito dopo un caffè al Corso. I più "tecnologicamente avanzati" potranno fare un copia/incolla e spammare questo racconto via e-mail oppure, con un semplice click sui pulsanti di condivisione dei Social Network in fondo all'articolo, lanciare una salvifica catena di Sant'Antonio su Facebook, Twitter, Digg o GoogleBuzz. I "guru del web" si sentiranno il dovere di riportare, a modo loro, questa fantastica lezione di civiltà, montando un video su YouTube, postando un articolo ad effetto sui loro blog personali o iniziando un nuovo thread nei loro forum preferiti.
L'importante è che, finalmente, abbiamo la possibilità di
bypassare la manipolazione mediatica dell'informazione ed abbattere così il castello di carte di questa politica bipartitica, sempre più servile agli interessi economici delle banche d'affari e delle corporazioni multinazionali e sempre più lontana dal nostro Bene Comune.
In fede,
il cittadino sovrano Marco Pala

(alias "marcpoling")

http://www.nexusedizioni.it/apri/Notizie-dal-mondo/Ultimi-articoli/Nessuna-notizia-dall-Islanda/

sabato 9 aprile 2011

Variac

La necessità di avere un dispositivo atto a variare la tensione di alimentazione nelle vecchie apparecchiature elettroniche, generalmente a tubi termoionici, mi ha portato a realizzare questo "progetto".
Tutti ben conoscono, o dovrebbero conoscere, il problema che affligge i condensatori elettrolitici quando non vengono usati per molto tempo, lo stesso vale per quelli nuovi dovuto al lungo magazzinaggio.
Il sistema più semplice è quello di alimentare l'apparecchiatura o la "vecchia" radio con una tensione di alimentazione molto bassa e pian piano aumentarla gradualmente fino a che il ripristino della pellicola di ossido all'interno delle armature del condensatore non abbia raggiunto il valore ottimale. Generalmente, se il condensatore è troppo malandato, diventa secco per perdita dell'elettrolita e quindi bisogna sostituirlo.
Questo sistema è piuttosto "rudimentale" ma funziona nella maggioranza dei casi ed è utile per controllare che non ci siano perdite o cortocircuiti nei vecchi componenti salvaguardando così la salute degli altri componenti come i vari trasformatori eccetera.
L'oggetto in questione è un variac da 625VA inscatolato in un contenitore della Gewiss, un interruttore bipolare, un fusibile da pannello da 2,5A ed uno strumento indicatore della tensione di uscita completano il tutto.
Lo strumento usato proviene dalla solita scatola di materiale da recupero, in origine era un amperometro con il fondo scala da 250A e, come tutti gli amperometri di questo tipo, funzionano con degli shunt da 60mV al fondo scala. Indipendentemente dalla portata, siano essi da 25A, 50A o 250A, la tensione ai capi dello shunt sarà sempre di 60mV, quindi basta cambiare la scala, infatti gli strumenti sono sempre uguali.
La scala dello strumento è stata disegnata utilizzando il programma Galva di F5BU reperibibile nel sito Club Radioamateur alla voce "ELETRONIQUE", quindi "Galva".
L'uso non è proprio intuitivo, ma gli esempi che ci sono fanno capire come 'smanettare' per ottenere quello che ci serve.
Per poter misurare la tensione alternata ed essendo lo strumento funzionante a corrente continua, ho realizzato un semplice circuitino che raddrizza la tensione alternata, la filtra e tramite un partitore resistivo va a pilotare lo strumento. La calibrazione va effettuata utilizzando un voltmetro esterno portando manualmente la tensione a 250V, valore del fondo scala, e calibrando di conseguenza il trimmer per ottenere la stessa misura sullo strumento del variac.
Per completare il tutto l'uscita è realizzata con un presa multipla della Vimar come da foto.







sabato 5 marzo 2011

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950


"Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"


Link
Mi sembra di un'attualità a dir poco sconcertante, se non addirittura profetica.

giovedì 10 febbraio 2011

Alcune realizzazioni pratiche

Nel post precedente ho descritto brevemente come costruire la bobinatrice, ora presento alcune realizzazioni:

 
Questi sono alcuni avvolgimenti che ho realizzato, quelli di sinistra constano di 220 spire di filo Litz da 20 capi da 0,05 mm ed hanno un'induttanza di 730µH, le altre sono sempre da 220 spire ma il filo è da 10 capi per 0,05 mm e l'induttanza risultante è di 700µH. Il supporto in PVC da 12mm esterno per 9 mm interno.
 
 
Il supporto in PVC è stato realizzato partendo da un tondino da 10 mm di diametro, forato e filettato da entrambe le parti onde permettere un'agevole regolazione del nucleo in ferrite.
È stato tornito esternamente per permettere lo scorrimento del supporto della bobina che ha un diametro interno di 9 mm. La parte centrale, per una lunghezza complessiva di 20 mm, è rimasta del diametro originale e forma un blocco oltre il quale la bobina non può andare.
La filettatura da 7mm x 1 e quella che corrisponde ai nuclei in mio possesso, non è molto comune trovare dei maschi di questa misura.
 

Questa è la fase della ribaditura delle pagliette di collegamento.


Il primo trasformatore parzialmente assemblato e gli altri da finire.


Misura dell'induttanza con nucleo estratto, avvolgimento di sinistra, 734µH.


Misura dell'induttanza con nucleo inserito, avvolgimento di sinistra, 960µH.


Lo schermo, entro il quale verrà posizionato il trasformatore, è stato realizzato in profilato quadro di alluminio da 40mm lato esterno per 36 mm di lato interno.
Ho usato questo perché già reperibile, nulla osta il realizzarlo con normale lastra di alluminio sagomata e piegata come si deve.